ELISA PIETRACITO - SPIAGGIA LIBERA - SABATO 6 DICEMBRE 2025
Sabato 6 dicembre 2025, con orario 10 – 20 no stop, lo Studio Elisi propone:
Spiaggia liberaElisa Pietracito
a cura di Anna Rita Chiocca
Elisa Pietracito – Spiaggia libera
Anna Rita Chiocca
L’essere umano ha costruito il suo ambiente condizionando quello degli altri viventi attraverso lo sfruttamento delle risorse e degli altri esseri. La natura ha dovuto continuamente adattarsi agli innesti artificiali, gli umani si sono dovuti adattare alla natura modificata dalle generazioni precedenti e subirne le conseguenze. A questo proposito, nel XX secolo con il termine Antropocene si è voluto indicare un periodo geologico nel quale l’azione dell’essere umano ha influenzato le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del pianeta. Ma non tutti gli scienziati accettano questa definizione. Il sociologo Jason W. Moore ha osservato che l’umanità è tutt’altro che omogenea e univoca nel rapporto con l’ambiente e che la stratificazione in classi, un sistema di potere dipendente da vincoli economici ha un impatto estremamente significativo sulle azioni dell’uomo verso l’ambiente. Per questa ragione, ha proposto di sostituirlo con Capitaloceneº. C’è un futuro per un pianeta danneggiato, e quale? La risposta della filosofa Donna Haraway¹ è <<generare parentele>>, alleanze con altre creature, ricostruire luoghi di rifugio: con-fare, con-divenire, con-creare <<mai da soli>>.
Gli artisti si sono sempre occupati a vario titolo dell’umano e dell’ambiente, ma soltanto negli anni Novanta del XX secolo le questioni relative a ibridazioni corporee, innesti e interazioni con la tecnologia, la critica verso l’antropocentrismo sono entrate nell’arte come destino evolutivo dell’individuo²; oggi però riguardano l’intero ecosistema e sono una faccenda collettiva, di sfruttamento e adattamento, di umani e non umani. Artisti visuali, filosofi, scrittori, scienziati si interrogano e affrontano l’adattamento alle ibridazioni, alle migrazioni, alla ricerca di sostenibilità ambientale affrontando il problema non più come un problema di individui ma come un sistema di potere dipendente da vincoli economici all’interno della specie umana tentando di capirlo, raccontarlo, visualizzarlo³.
L’esperienza nella campagna del Mugello, dove è nata e vive – dove gli abitanti sono parte della natura e della sua evoluzione e subiscono anch’essi gli effetti di una mutazione costante - e la vita a Firenze, dove ha studiato al Liceo Artistico Leon Battista Alberti e all’Accademia di Belle Arti, conducono Elisa Pietracito (1998) ad affrontare tematiche del contemporaneo riflettendo sui valori di sostenibilità sociale e ambientale, problematiche relative all’evoluzione degli esseri umani nel rapporto con il paesaggio naturale e metropolitano. I suoi progetti nascono da una attenta osservazione della natura, della vita urbana combinata ad una ricercata lavorazione manuale che si esprime in differenti pratiche. Dotata di notevoli capacità tecniche, che utilizza anche come strumento conoscitivo, restituisce questa sua risorsa con accuratezza di realizzazione nei ritratti a punto croce per Net dividing, nelle finestre piombate di Memorie di un luogo, riflessioni naturali su Castelnuovo dei Sabbioni, le trapuntature di foglie di pioppo in Erbario fluviale, fino agli oggetti ceramici di Spiaggia libera, nuovo progetto per lo Studio Elisi.
Una serie di residenze e mostre progettate a partire dal 2023, confermano la sua visione unitaria a proposito del tema ibridazioni, ovvero la costante mutazione del rapporto naturale/artificiale, espansione urbana e concetto di rete, allargato anche ad ambiti antropologici, come in Net dividing, progetto attivato nel dipartimento della Nuova Aquitania, Francia nord occidentale, nel quale sviluppa un’interessante riflessione e destrutturazione del concetto di rete, includendo anche quello parentale non biologico. Si svolge, invece, in territorio toscano, nel Valdarno, in la collaborazione con il museo MINE e Ora Art project, Memorie di un luogo, riflessioni naturali su Castelnuovo dei Sabbioni a cura di Sara Onofrietti, l'esplorazione del legame tra la presenza della natura e le tracce del passato umano nell'antico borgo di Castelnuovo dei Sabbioni e nell’area mineraria dismessa. Tra le crepe è la restituzione del progetto di residenza a Masseria Tagliatelle, Lecce, all’interno del Parco delle Cave, convivenza tra le tracce della storia dell'estrazione della pietra del noto Barocco leccese e la vita di organismi vegetali che in essa hanno creato un mondo. Di recente ha realizzato Denaturazione, opera vincitrice del secondo premio per “Whatsart V edizione” a cura di Fondente Arte, presso Galleria Fonderia (Fi), riflessione sulla crescita urbana di Firenze nei secoli di massima espansione urbanistica, 1800, 1900, 2000 a discapito del contado e delle aree verdi.
Realizzato appositamente per Livorno, Spiaggia libera nasce dall’osservazione del paesaggio marino e i suoi processi di trasformazione quotidiana nell’incontro tra materiali organici, inorganici e la costa che raccoglie ogni scarto rilasciato dai fiumi. Prosegue il discorso già avviato in Natura in corso - residenza tra Bologna e Izola, Slovenia, per “Ponti Artistici” - riflessione sui limiti e le opportunità in un ambiente ibrido e complesso. Se in Natura in corso a prevalere era l’ambiente urbano, in Spiaggia libera Pietracito segue il cammino dei residui che dal fiume, al mare, arrivano alla spiaggia ibridandosi. Assieme a fascette, catenelle di delimitazione bicolore, giochini, pellicole, il mare trasporta reti da cantiere in HDPE dal caratteristico colore arancione, usate come segnalazione di lavori in corso e aree interessate a pericolo, che capita si aggreghino a materiali organici: conchiglie, alghe, foglie, dando forma a nuovi microambienti.
Sulla costa il processo di ibridazione si manifesta in due differenti forme: negli stabilimenti balneari risulta celato dalla ripulitura che gli addetti fanno quotidianamente, al contrario nella spiaggia libera questa contraddizione mostra tutta la negazione di falso paesaggio incontaminato, aperto a nuove aggregazioni, limiti e opportunità. Pietracito ricrea l’occasione perché materiali organici e inorganici si associno, dando forma a microambienti dove materiali artificiali e naturali si combinano così da creare una contraddizione, al pari di quelle adottate in natura dagli organismi nel loro processo di crescita e ibridazioni. A partire da un resto, un frammento che può essere una catenella di plastica, una rete da cantiere ricostruisce le parti mancanti dell’oggetto e li innesta come fossero protesi artificiali, oppure sottopone l’oggetto intero, un mattoncino lego, un galleggiante, ad un procedimento di replica, dando forma a dei multipli. Per altri resti crea degli innesti polimaterici simili a quelle delle biocostruzioni corallifere dando forma a nuovi processi di crescita. Pietracito attraverso innesti e protesi, multipli e cloni, realizzati in ceramica, attiva nuove comunità inclusive, alleanze tra viventi e non viventi, nuove parentele, occasioni per nuove conoscenze.
Note
0 Silvio Valpreda, Capitalocene, appunti da una nuova Era, Add editore, 2020
1 Donna Haraway, Chthulucene sopravvivere su un pianeta infetto, 2019, Nero edizioni
2 Francesca Alfano Miglietti, Identità mutanti, contaminazioni tra corpi e macchine, carne e tecnologia nelle arti contemporanee, 2023, Shake edizioni; Nessun tempo, nessun corpo Arte, Azioni, Reazioni e Conversioni, 2001, Skira
3 AA.VV. Alter Eva natura, potere, corpo, Palazzo Strozzi, Marsilio, 2021
AA.VV. Diorama Generation Eart, Man, Sagep, 2024
https://lagiocondaerrante.blogspot.com/2025/11/conversazione-con-elisa-pietracito.html
https://elisapietracito.wixsite.com/elisapietracito
https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/elisa-pietracito-memorie-di-un-luogo/https://www.murateartdistrict.it/progetto-riva-sinestesie/

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