ELISA DE LUCA - 4+2+2. L'URTO DEL TEMPO - SABATO 31 GENNAIO 2026

Sabato 31 gennaio 2026, le sale di Studio Elisi si trasformano per accogliere “4+2+2. L’urto del tempo”, l’opera performativa di Elisa De Luca

Un doppio appuntamento aperto al pubblico, previsto per le ore 18:00 e le ore 19:00

Si informa che, in occasione dell'evento, lo Studio sarà visitabile esclusivamente durante gli orari della performance.


Elisa De Luca - “4+2+2. L'urto del tempo

Testo di Anna Rita Chiocca 

La convinzione che non sia più possibile godere del momento presente, obbligati ad avanzare veloci in un continuo accumulo compulsivo di istanti, ha modificato i costumi della nostra società e, condotto gran parte dell’umanità a credere che il nostro sia il tempo dell’esibizione del tempo, vissuto per essere esibito sui social, attraverso il corpo. Il corpo, nelle esperienze performative della Body art è stato politico e di rivendicazione, oggi, “nel tempo dei social ci troviamo di fronte alla “perdita” di quel corpo che pensavamo di conoscere”[1], divenuto artificiale, virtuale sempre a disposizione, ci conduce ad affrontare nuove sfide. Allo Studio Elisi giungono artisti di formazione diversa, obiettivi e intenti differenti. Nel brain storming, tra Sandro Bottari, l’ospite e la sottoscritta, l’interrogativo è cosa scegliere dal magma delle domande sull’arte contemporanea. Di solito, più che una mostra bella e finita, proponiamo la verifica di un progetto. Stavolta l’istanza nasce in quel terreno condiviso tra arte plastico-visiva, danza e azione performativa.


Elisa De Luca (1984) danzatrice, artista, performer in 4+2+2. L'urto del tempo affronta questioni relative al corpo e al tempo agiti nello spazio della vita reale. Dall’ ottobre 2017 al marzo 2020, ogni giorno, durante il suo pendolarismo ferroviario tra Pisa e Firenze, registra con lo smartphone i gesti/lezione, per un progetto più ampio di azione performativa. <<Per conciliare i molteplici impegni di vita quotidiana, ero solita marcare ed abbozzare frammenti di lezioni di danza che preparavo anche durante i viaggi in treno. Ogni mia azione s’intrecciava inevitabilmente con tutto quello che attraversava in quei momenti la medesima dimensione spazio-temporale. (…) Il materiale video (realizzato in parte con il mio smartphone e in parte con una action-cam), documenta la mia gestualità, durante i viaggi in treno, nell'intento di preparare e ripassare le lezioni di danza che impartisco e le coreografie che creo.>>

dito di una viaggiatrice intenta ad abbassare il mucchio di sacchetti di cibo, appoggiati anch'essi sul minuscolo ripiano durante la pratica quotidiana sul treno

L’ossessione per una mole di impegni da assolvere e un tempo sempre limitato, conduce Elisa a trasformare il momento del viaggio in momento “produttivo”. L’osservazione di se stessa dall’esterno porta allo sviluppo di 4+2+2. L'urto del tempo e restituire in forma performativa un’esperienza vissuta in un contesto reale, in un arco di tempo preciso, riflettendo sull’esperienza stessa. <<Ogni mio gesto era inseparabile dalla vita che viaggiava insieme a me su quei treni ed era nutrito da essa.>>

fermo-immagine durante la pratica quotidiana sul treno ripresa con la action-cam

Certamente le radici di questo progetto sono individuabili in quella dimensione dell’accadere che è l’happening, nella consapevolezza e percezione del tempo, come in 4’33 di John Cage, (misura netta del tempo sottratta alle interpretazioni soggettive), nella consapevolezza del gesto, del corpo e l’influenza inevitabile del Tanztheater (1973) di Pina Bausch (1940-2009). Presentata per prima volta nel marzo 2020, all’Accademia di Belle Arti di Firenze, come elaborato della tesi e il 25 luglio 2020 allo Studio Gennai a Pisa, l’azione si fonda su una attenta osservazione della realtà, sullo studio del corpo/azione/gesto nello spazio di un vagone ferroviario in movimento, in una misura di tempo oggettiva, sotto lo sguardo e il giudizio altrui. <<Vedermi “da fuori”, portare la danza fuori dal suo habitat tradizionale, ha innescato in me un'importante riflessione anche sul tema dello sguardo.>>



[1] Cit., p.12, F.A.M., Identità mutanti. Contaminazioni tra corpi e macchine, carne e tecnologia nelle arti contemporanee, Shake edizioni, 2023