TINA SALVADORI PAZ - E-STINA - SABATO 21 MARZO 2026
Sabato 21 MARZO 2026, con orario 10 – 20 no stop, lo Studio Elisi propone:
Tina Salvadori Paz – E-STINA
di Anna Rita Chiocca
Tina Salvadori Paz si
confronta con la realtà e il contesto abitando lo spazio contraddittorio dell’osservazione
e della partecipazione, restituendo opere concettuali e relazionali. Alias di
Valentina Lapolla (1979) nel 2006, a Prato, dove vive e lavora, inizia il suo
percorso artistico all’interno del gruppo SenzaDimoraFissa,
progetto di Andrea Abati che “fa propria la pratica artistica come modalità che
contribuisce alla definizione e formazione di una società in transizione”; dal
2016 fa parte del collettivo FAMA Four Artists for a Metastable Art con
Tatiana Villani, Eva Sauer, Rachel Morellet; nel 2021 fonda ToccaUnoToccaTutti artisti, attivisti e
ricercatori per sostenere i lavoratori pratesi in sciopero.
Ha fatto della misura,
studio, rappresentazione del tempo scientifico, storico, sociale, personale e
politico il soggetto dei propri progetti: <<In un’epoca segnata da
sconvolgimenti ecologici, sociali e politici il concetto di tempo diventa
precario, spingendoci a rivalutarne il significato. La ricerca filosofica di Karen
Barad incoraggia un'analisi di come la fisica quantistica abbia rimodellato la
nostra comprensione del tempo.>>
Impiega diversi dispositivi e pratiche: fotografia, video, performance e installazioni sonore. Si avvale spesso di dispositivi basati su tecnologie elettroniche open hardware e open software come nell’installazione sonora Chincaglierie 2015, per il progetto Fuori dal Trecciato con Tatiana Villani, Manuela Mancioppi e Emanuela Baldi.
Utilizza luci a LED come in YPJ- Jineology 2018 ispirato alla rivoluzione delle donne del Rojava, Siria settentrionale: tre barre di ferro decorate con una matrice a LED dai colori delle sciarpe tradizionali indossate dalle combattenti del YPJ (Unità di Protezione Femminile); nel 2023 per ToccaUnoToccaTutti realizza 8x5: la matrice a LED è un cartello da usare in manifestazione a sostegno degli scioperi degli operai del tessile nel distretto di Prato.
Nel 2021 progetta il video Carrara White, utilizzato come strumento di supporto dal gruppo di
attivisti ambientalisti Athamanta,
mostra in animazione 3D le operazioni estrattive nelle cave di marmo. Dal 2013 lavora
ad una serie sul colonialismo italiano in Etiopia: Prenditi cura di me, script python, 9'12", 2019 è un
esperimento impossibile che intreccia la storia dell'addestramento di una rete
neurale con quella di un soldato italiano in Etiopia e sul fronte orientale
(zio dell'artista), Ascolto di altoparlanti EIAR, Addis Abeba,
1940 o I2AA, 2020 è ispirato alla storia della prima stazione radio etiope
(I2AA) che dal 1936 diviene centro di propaganda del regime fascista, Dear Lucy, 2021 è un progetto sulle molteplici linee di connessione tra storia
personale e collettiva in collaborazione con il performer Rilaben. Nel 2023, nei laboratori di ricerca del LENS di Firenze e
del Kastler Brossel di Parigi, nel tentativo di svelare le implicazioni della
fisica quantistica sulla nostra concezione del tempo, realizza An entangled time machine, due macchine
che sfidano la nozione tradizionale di tempo fisso e universale, evocando
invece i complessi concetti di correlazioni quantistiche, sovrapposizione ed
entanglement (intreccio).
Per l’opera
installativa E-STINA, progettata
appositamente per lo Studio Elisi,
Valentina si avvale di pratiche di appropriazione della realtà registrando video
con lo smartphone, prelevando oggetti, immagini fotografiche, frammenti
letterari, documenti, modelli scientifici in 3D e il tracciamento marittimo di
un cargo.
Il tempo è qualcosa che
sappiamo misurare con precisione ma non sappiamo descrivere veramente, se non
in modo astratto, attraverso forme facilmente riconoscibili, come ad esempio quelle
narrative.
Valentina costruisce le differenti linee di connessione temporale e spaziale di ciò che avviene un giorno a caso, nell’installazione restituisce i materiali prelevati ed elaborati nell’arco di una giornata: martedì 29 luglio 2025, in cui si dipanano avvenimenti di portata politica epocale, banali accadimenti e la vita che scorre. Quel giorno lavora ad un progetto a partire da un modello 3D della luna.
Non ne fa niente, rimane solo un progetto. Esce. In macchina, percorre la città di Prato, ascolta una stazione palestinese che trasmette musica - il frammento audio è estratto dal flusso di radio Alhara - registra con lo smartphone le strade del Macrolotto - che mostrano ancora gli striscioni degli scioperi dei lavoratori tessili - e, verso il tramonto, girovaga sul Bisenzio, dove una colonia di nutrie conduce la sua vita.
Mentre fa la sua vita e lavora al progetto installativo per lo Studio Elisi, la portacontainer cinese Cosco Shipping Pisces è al largo nel Mar Ligure, da alcuni giorni in attesa di sbarcare nel porto di La Spezia. Tre box contengono armi destinate a Israele. Attraverso una App, Tina ne acquisisce il tracciamento in tempo reale. Il tracciamento del cargo è la linea che unisce tutti gli avvenimenti di quella giornata qualunque: i fatti personali si ingarbugliano con i fatti storici, la vita individuale con le vicende politiche, il caso con una ricerca mirata, il tempo personale con quello sociale. Sono frammenti apparentemente instabili, a primo sguardo privi di connessione, a noi spetta il compito di rifare la realtà mettendo insieme i pezzi. La mappa è il tracciato che il cargo percorre, avanti e indietro, nell’attesa di sbarcare. Nello spazio dello Studio, i proiettori, installati sopra strutture evocative, proiettano un video della luna, delle nutrie sul fiume e il giro in macchina tra i capannoni, tracce come Fuck Your Lecture on Craft, My People Are Dying (Fanculo la tua lezione sull'artigianato, la mia gente sta morendo) poesia di Noor Hindi, frammenti degli interni di un capannone pronto moda.
Due IPad alle pareti: uno, restituisce
la fotografia di ciò resta della scritta FREE PALESTINA, l’altro, il
tracciamento, in tempo reale, dei movimenti del cargo nel mar Ligure. Quel
giorno, la protesta dei portuali bloccherà lo sbarco dei box.
Il tempo come lo
consideriamo nella vita di tutti i giorni è il frutto di una convenzione sociale
nata attorno al sistema ferroviario inglese di metà Ottocento. Dal 1880 al 1918
filosofia e scienza contribuiscono, anche nella vita di tutti i giorni, a
considerare il tempo non più come un flusso compatto, ma un tempo diverso a
seconda dell’osservatore, il cui sguardo diviene l’elemento condizionante i
risultati della ricerca. A. Einstein, con la Teoria della relatività rivoluziona completamente la concezione
dello spazio-tempo, H. Bergson in ambito filosofico afferma che il tempo è “un
istante che cresce su se stesso sovrapponendosi ad altri” influenzando
letteratura ed arte visiva del XX secolo. L’osservatore fin qui aveva coinciso
con il soggetto. In un tempo in cui l’osservatore è fuori dal corpo, su un
satellite che rimanda informazioni ad un dispositivo elettronico, l’osservatore
non coincide più con il protagonista, il soggetto fa esperienza derivata della
realtà, mette insieme pezzi apparentemente sconclusionati, perché osservatore e
soggetto ritornino a coincidere.
PER APPROFONDIRE:
Sito ufficiale: https://www.valentinalapolla.it/
Valentina Lapolla, racconta il progetto SdF
SenzaDimoraFissa: https://www.youtube.com/watch?v=13mNbkeyunw
Collettivi: https://www.toccaunotoccatutti.net/







