RACHEL MORELLET - L'OPERATION DE NATURE - SABATO 2 MAGGIO 2026

Sabato 2 maggio 2026, con orario 10 – 20 no stop, lo Studio Elisi propone:
L’opération de nature di Rachel Morellet

a cura di Anna Rita Chiocca e Sandro Bottari/Studio Elisi


Rachel Morellet – L’opération de nature

di Anna Rita Chiocca

Ubu entra in scena e urla <<Merdre!>>, aggiungendo alla sua esclamazione una erre fuori posto. Per l’antropologa Mary Douglas, la sporcizia è “materia fuori posto”, come la erre extra del re assurdo di Jarry.

Di materia fuori posto, fluidi ed escrementi tratta L’opération de nature di Rachel Morellet (Francia, 1975). Artista visiva, interessata all’esplorazione dell’ambiente <<Sono cresciuta in campagna, quindi ho preso l'abitudine di esplorare la natura. Lì trovo resti, tracce lasciate dall'uomo e dagli animali>>. Si laurea alla Scuola Nazionale di Restauro di Avignone, nel 2004 inizia il suo percorso artistico in Toscana, a Vinci, dove apre il suo studio. Si sposta a Prato, presso lo studio Interno8 che dal 2014 diventa la sede di Artforms, spazio indipendente per le arti visive, di cui è uno dei membri fondatori. Dal 2016 fa parte del collettivo FAMA Four Artists for a Metastable Art con Valentina Lapolla, Tatiana Villani, Eva Sauer. Nel 2021, assieme a Eva Sauer, Enrico Vezzi e Shilha Cintelli realizza Imboscata, legame tra arte contemporanea e ambiente boschivo, arrivato alla terza edizione. E’ co-fondatrice con José Bréval di Dessine moi une blave, un progetto che invita la collettività alla creazione.

Associati nel valore economico, gli escrementi sono da sempre definiti oro bruno in opposizione all’oro giallo. Abbiamo tutti presente l’operazione di Piero Manzoni, Merda d’artista 1961: 90 lattine riempite di 30gr delle sue feci, etichettate, numerate e vendute al prezzo della valutazione corrente dell’oro.

Da bambina Rachel ha giocato spesso con due barattoli di Merda d’artista, presenti nello studio del nonno, l’artista Francois Morellet, il quale le aveva avute da Manzoni in cambio di una sua opera, dopo la mostra Motus, alla galleria Azimuth di Milano, inaugurata nell’aprile del 1960. Un caso? Il destino?

Il valore degli escrementi è noto sin dal neolitico, da quando considerati risorsa pregiata sono stati utilizzati come materiale da costruzione, per intonacare i muri, come medicina, come fertilizzante e, assieme alla torba, come combustibile. Rispetto alle epoche passate, il nostro rapporto quotidiano con gli escrementi è cambiato, oggi, gli esseri umani sono ossessionati dall’igiene. Florian Werner in Dankle materie, sostiene che l’antropizzazione degli animali, nei cartoni animati, ha contribuito all’accrescimento del nostro tabù. Eppure la materia oscura fa parte delle nostre vite più di quanto non immaginiamo. Ai nostri giorni se ne fa uso in cosmesi, nella lavorazione delle pelli, come fertilizzante, come componente per la carta. A Natale, ho comprato un blocchetto di carta realizzato in Sri Lanka, con merda di elefante.

L’opération de nature è una definizione che esprime in modo garbato l’azione di defecare, ma è anche una dichiarazione esplicita di animalità, atto di natura per essere dentro la natura, essere animali tra gli animali.

Sia chiaro, Morellet non è interessata ad esprimersi in termini di abietto, di disgusto al fine di creare sensazione. E’ orientata ad includere il “fuori posto” all’interno del vivere quotidiano, poiché esso è parte della vita. E’ interessata alla natura, al rapporto umano-animale, riti, simboli, trasformazione.



Il suo obiettivo è convertire il disprezzo in attrazione, trasfigurando la percezione di materie biasimate, lasciando emergere, da alchimista, il lato interessante, bello, simbolico, mistico. Tale processo è molto evidente in progetti come
Signature 2017, realizzato per il parco di Borgo San Giusto a Empoli (FI), nel quale ha mescolato organico e inorganico, feci animali e scaglie dorate posizionate dove gli animali lasciano i loro escrementi come marchio per altri animali e, attraverso l’oro, li ha resi visibili anche agli umani. In Offerte, 2021 ha riposto escrementi di capra all’interno di una copia di un vaso di epoca romana, al fine di esaltarne la preziosità, come dono agli dei.


In
Le marchand de sable 2021/24 per tre anni, ogni mattina, ha raccolto la condensazione del secreto lacrimale, detto cispa, e realizzato una scultura di 121 piccoli cubi di cemento e cispa. L'opera evoca una storia molto popolare nei paesi del nord Europa, in cui un omino, ogni notte, sparge sabbia sul viso dei dormienti, favorendo sogni meravigliosi. Al risveglio restano sempre piccoli residui di sabbia agli angoli degli occhi, è la cispa.


In
Sporchi rituali, 2025 evidenzia la nostra natura selvaggia in due forme anatomiche, bocca e natiche unite da un segmento. In questo modo connette due gesti opposti e complementari, che ricordano quando gli esseri umani condividevano in pubblico sia il pasto, nelle taverne, che la deiezione, nei bagni collettivi.

Allo Studio Elisi Morellet mostra la materia per quella che è, per come viene usata dalla scienza e per come la percepiamo nel quotidiano; mette insieme storie, mostra simboli, evoca equivoci visivi ed olfattivi; ci cattura nella fascinazione e ci inquieta nel tabù. L’alchimista mostra la materia, la trasforma, gioca con i significati, inganna l’occhio: i segnacoli di sterco misto a oro sono solo per gli umani, mentre Dream (merDa), una deliziosa colata magmatica disegnata a grafite su carta deraglia di senso e l’arazzo in stoffa mimetica Same shit, different war solletica il nostro lato pop.

La parte centrale della mostra è certamente Il libro di mica, undici illustrazioni, incorniciate singolarmente come pagine di un libro, realizzate a graffito su fogli di mica, un minerale lamellare e trasparente, chiamato dagli antichi Nahua del Messico “la merda della luna”. Un libro graffiato da migliaia di stelle. I disegni raccontano aneddoti, storie popolari sull’uso che comunemente si è fatto degli escrementi animali e umani. Una sorta di Encyclopédie de la merde. Evoca, invece, un tabù alimentare Buon giorno, formata da alcuni coproliti di tartaruga, - escrementi fossili, indicatori paleontologici - che come i dolcetti di Alice, intrappolata nella tana del Bianconiglio, ci accolgono con un Come stai? Comment vas-tu? How are You?

Eros e Thanatos mostra al contrario un tabù della bellezza, unendo animalità a cultura delle fragranze, esclusiva della civiltà umana. L’installazione è composta di olio essenziale di gelsomino, attivatore di sensi, posto all’interno di un vasetto in creta cruda. L’olio essenziale di gelsomino, in natura, contiene una quantità elevata, il 2,5%, di una molecola sgradevole che evoca l’odore acre della putrefazione, l’indolo. Solitamente si forma durante l’atto sessuale, ed è presente nelle feci. In quantità ridotte è ciò che rende le fragranze profondamente sensuali. E’ straordinario sapere quanto il nostro olfatto, in quanto animali, sia attirato da qualcosa che evoca la decomposizione, i fluidi corporei e si muova tra repulsione e attrazione, in quel connubio indefinibile tra amore e morte. In Sweat-Shirts 2019, si era già interessata al rapporto tra repulsione e attrazione olfattiva. Aveva utilizzato come materia pittorica tannini di piante e fiori su indumenti indossabili, così da creare pattern pittorici che richiamano le secrezioni del nostro corpo



Concentrandosi su aspetti simbolici, sul rapporto con la natura, sul sentirsi essa stessa parte del mondo animale Morellet pone a confronto aspetti biografici, narrazioni popolari, storie, esperienze di vita con idee, simboli e concetti universali in una continua ricerca del significato nascosto dell'espressione rituale.

Per approfondire:

www.rachelmorellet.com

www.artribune.com/artista-mostre-biografia/rachel-morellet/

https://paroladartista.com/2023/10/29/intervista-a-rachel-morellet-%E2%96%BCscroll-down-for-english-text/

https://paroladartista.com/2024/10/03/nello-studio-di-rachel-morellet/